domenica 10 novembre 2013

[p.d.s.]




Questa massa sensibile nella quale vivo quando guardo fisso un settore del campo senza cercare di riconoscerlo, il «questo» che la mia coscienza in-tende senza parole, non è un significato o un’idea, benché possa poi servire come punto d’appoggio ad atti di esplicitazione logica e di espressione verbale.
Già quando denomino il percepito o quando lo riconosco come una sedia o un albero, sostituisco alla labile immagine di una realtà sfuggente la assunzione sotto un concetto, e già quando pronuncio la parola «questo» io riferisco un’esistenza singola e vissuta all’essenza dell’esistenza vissuta.

[maurice merleau-ponty]


domenica 27 ottobre 2013








[...] il risveglio è forse la sintesi della tesi, rappresentata dalla coscienza onirica e l’antitesi, costituita dalla coscienza della veglia? Il momento del risveglio sarebbe allora identico all’“adesso della conoscibilità” in cui le cose assumono la loro vera – surrealistica – espressione. Similmente in Proust è importante come tutta la vita sia in gioco nel punto di rottura – dialettico in grado supremo – della vita rappresentato dal risveglio [...]

(walter benjamin, i «passages» di parigi)


S A T V R A: roberto cavallera - riccardo cavallo: t.a.g. III (...


S A T V R A: roberto cavallera - riccardo cavallo: t.a.g. III (...

anti-lartigue


source: http://slowforward.wordpress.com/2013/10/15/anti-lartigue/